Sezione: February, 2009
Franceschini segretario, bel discorso, inizio ottimo, adesso subito a lavoro non si perda altro tempo, bisogna ricominciare subito a fare politica. Bella sorpresa la segreteria. Ottimo mix, molto territorio dove si vince con Chiamparino e Errani, un siciliano On. regionale Giuseppe Lupo di grande valore e una nuova generazione di dirigenti che finalmente viene messa alla prova, Maurizio Martina, Elisa Meloni, Federica Mogherini. Adesso a lavoro, lo meritano i tanti militanti, i tanti volontari e semplici cittadini che credono nel PARTITO DEMOCRATICO!!
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Nonostante le giornate dure, nostante tutto, NOI in provincia facciamo il nostro. Come sempre. Loro il nulla. Ma non è un modo di dire, parlano i fatti. Una mia interrogazione di settembre sull’inquinamneto della discarica dei rifiuti solidi di Castelvetrano ha trovato attenzione e risposta (sono stato fortunato) dall’assessore solo oggi. Nel frattempo la discarica è stata chiusa, è stata iniziata la gestione post mortem, io ho presentato sullo stesso argomento altre interrogazioni. Si trattava della salute dei cittadini. Ma che fanno? dico ma dove sono? ma devvero i cittadini della nostra provincia hanno voluto e meritano questa inadeguatezza, questa approssimazione, questa mancanza di decenza nel dare delle risposte al nostro territorio. Noi continuiamo e non torniamo indietro. Ma anche loro continuano…..a non fare assolutamente niente!!
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Di Andrea Romano sul Il Riformista
Modello Renzi per il PD
Da una parte il modello Renzi, dall’altra il modello Bersani. Sono due strade del tutto opposte quelle che il Partito democratico può percorrere dopo il fallimento di Veltroni. Prima ancora che due proposte politiche, per il PD sono due metodi di selezione di una leadership e dunque di definizione di sé davanti all’opinione pubblica.
Quello di Bersani è il metodo di chi dovrebbe ricevere il bastone del comando da chi l’ha già perso nelle urne. Ha un dante causa (Massimo D’Alema) che prima gli toglie la patente di concorrente perché “il partito non capirebbe”, poi gliela restituisce perché “avvicina molta gente al partito”. E la cosa più sorprendente di questo mesto tira e molla è che Bersani, che pure è uomo di una certa fierezza, non avverta alcun imbarazzo per essere fatto scendere e poi risalire su un piedistallo che potrebbe essergli sfilato in qualsiasi momento.
L’altro modello lo abbiamo visto all’opera con Matteo Renzi nel fine settimana e racconta di un dirigente politico che solo in Italia possiamo confondere con un ragazzo alle prime armi. È il metodo di un amministratore pubblico di trentaquattro anni che guida la provincia di Firenze non da ieri ma dal 2004, e che prima di allora si era già dedicato per molti anni alla vita di partito. Due percorsi di vita all’apparenza simili, quello di Bersani e quello di Renzi, che divergono tuttavia per un punto decisivo. Renzi non ha atteso l’autorizzazione di comandanti senza truppe per giocare la propria partita, non ha preteso che gli fosse garantito l’appoggio di qualche capobastone né ha negoziato un salvacondotto personale nel caso in cui le cose non si fossero messe bene. Al contrario, ha creduto di interpretare nel senso più radicale sia il mandato ricevuto qualche anno prima dagli elettori sia il senso politico del Partito democratico. E ha dunque cercato e trovato l’investitura diretta contro il parere di dirigenti locali e nazionali che ne avevano certamente riconosciuto tutto il potenziale, salvo viverlo come una minaccia per la propria sopravvivenza tribale piuttosto che come una risorsa per la propria comune parte politica.
Non so se Matteo Renzi sia particolarmente coraggioso, né credo che la retorica del coraggio debba essere il metro della leadership politica. Anche perché la storia più recente della nostra sinistra è ricca di storie personali dove quella retorica è servita solo a camuffare meglio l’arte della fuga. Mi interessa di più riconoscere in questo suo percorso senza rete un metodo in grado di restituire speranza e vitalità al PD, se solo fosse seguito da un numero cospicuo di dirigenti politici molto simili per profilo biografico al nuovo candidato sindaco di Firenze. Dirigenti che ormai da anni si misurano con la responsabilità del consenso e dell’amministrazione della cosa pubblica, tirando la carretta in condizioni spesso disagevoli e costruendo con i propri elettori un rapporto intessuto non di mistica plebiscitaria ma di classica affidabilità democratica. Non sono più i sindaci-cacicchi degli anni Novanta, ma un più vasto personale politico sconosciuto al grande pubblico che dovrebbe essere la sostanza di un partito nato sulla carta per superare famiglie politiche sconfitte dal Novecento italiano. Se non fosse che gli ultimi eredi di quelle dinastie, avendo concepito il PD innanzitutto come strumento di salvaguardia personale e ormai privi della capacità di guardare al futuro del partito che si trovano a dirigere con lo sguardo della responsabilità, frappongono alla piena emersione di questa risorsa una selva di ostacoli comprensibile solo in chiave familistica.
Ma la politica, come al solito, ha una forza che difficilmente può essere imbrigliata. E il meccanismo avviato con il PD produce risultati che non riescono ad essere controllati da padrini a cui sta rapidamente sfuggendo di mano il controllo della situazione. Per questo la vicenda di Matteo Renzi rivela le vere potenzialità di un Partito democratico dove il valore della leadership è pari se non superiore a quello delle proposte politiche. Perché non è vero, come ha sostenuto di recente proprio Bersani, che “non esiste la leadership a prescindere visto che senza berlusconismo non esisterebbe Berlusconi”. In realtà proprio la storia politica di Berlusconi è quella di chi ha dato consistenza ad un blocco di opinione che attendeva di essere riconosciuto come tale.
Allo stesso modo, sappiamo tutti e da tempo cosa dovrebbe fare un Partito democratico che volesse competere ad armi pari con il centrodestra. Ma sappiamo anche che un gruppo dirigente ormai collettivamente inadeguato, impegnato com’è a tutelarsi vicendevolmente, non può riuscire a dare autonomamente un volto convincente a quel programma politico finché non vi sarà costretto da altri e più responsabili dirigenti. Il metodo per arrivarci è quello che Matteo Renzi ha sperimentato con successo a Firenze, dove da oggi il centrosinistra ha molte più possibilità di vittoria e dove il PD ha assunto un profilo più comprensibile.
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Assemblea consiliare provinciale ieri dedicata interamente ai fanghi della Bertolino. Era stata chiesta espressamente dal gruppo PD in consiglio. Devo dire che la scelta del No alla discarica dei fanghi alla fine è stata condivisa da tutte le forze politiche. Abbiamo votato all’unanimità un ordine del giorno per chiedere all’amministarzione provinciale di chiedere la sospensione dell’autorizzazione regionale. Unico sindaco presente quello di Mazara. Nessun parlamentare presente. Duro scontro con l’assessore al territorio e ambiente Pipitone. Il Presidente della Provincia non pervenuto in Aula. Ma del resto credete sia importante difendere e tutelare il nostro territorio…..
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Assemblea provinciale all’insegna dei tagli e azzeramenti. Alla scorsa assemblea dinnanzi ad alunni e professori promettevano nessun taglio, ma omettevano di dire che l’ammnistrazione aveva gia dato l’ok per ridimensionare l’Istituto Rosina Salvo.
Noi ci battiamo per fare funzionare le scuole.
“Predisporre un sopralluogo da parte dei tecnici, per verificare l’entità dei danni, e conseguentemente provvedere agli interventi urgenti in merito ai problemi specificati, che non permettono un adeguato svolgimento delle lezioni.”
E’ quanto ho chiesto attraverso un’interrogazione presentata ieri in Assemblea provinciale. Venuto a conoscenza che presso la sede del Liceo Classico, dall’infisso posto nel corridoio lato Sud antistante al locale n. 18, ove attualmente è collocata la classe III C, si infiltra durante le piogge tanta acqua da bagnare il pavimento del corridoio e della suddetta aula III C.
Analogamente risultava allagata la palestra del Liceo Scienze Umane per infiltrazioni provenienti dalle finestre, poste a Sud del suddetto locale.
Il Dirigente Scolastico Dott. Francesco Fiordaliso aveva segnalato al Presidente della Provincia e all’Assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia Regionale di Trapani, questa situazione d’emergenza, ma non aveva avuto nessuna risposta. Figurarsi!!!
Nella stessa seduta è stato presentato un Atto d’indirizzo dove si chiede che l’Amministrazione Provinciale si attivi per ottenere dal Comune di Castelvetrano in concessione i capannoni che si trovano nei pressi dell’istituto impegnandosi a ristrutturarli e a fornire le aule necessarie all’Istituto Alberghiero di Castelvetrano. L’Istituto costituisce nella Provincia di Trapani un modello di perfetta efficienza e considerato che, nel corso dei suoi dieci anni di vita ha registrato un trend sempre crescente di iscrizioni, considerato che raccoglie la sua utenza anche dai comuni limitrofi, si rendono necessarie nuove aule.
Loro, PdL in testa, chiedono sempre l’azzeramento della giunta, e infatti non era presente nessuno i soliti tre assessori….ma l’assessore Colbertaldo ha la delega al consiglio o no….misteri della maggioranza.
Il 12 seduta sui “fanghi” della Bertolino.
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Silenzio per Eluana
4:50 pm“Quando ci avviciniamo al mistero del dolore e della morte, bisogna tacere e, per chi crede, pregare” Mariano Crociata segretario generale della CEI.
“Tutti i tentativi della tecnica, per quanto utilissimi, non riescono a colmare le ansietà dell’uomo: il prolungamento della longevità biologica non può soddisfare quel desiderio di vita ulteriore che sta dentro invincibile nel suo cuore” Gaudium et spes.
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Inizia una settimana piena e intensa. Non daremo tregua a questa destra inadeguata a governare questa provincia. Una maggioranza che pensa a rimpasti continui e non ha messo in atto nessun serio intervento e soluzione per risolvere i problemi reali. Con assessori che non hanno il coraggio di dire le cose come stanno e si nascondono dietro sorrisi di circostanza. Il 12 seduta straordinaria dell’assemblea consiliare provinciale sulla Bertolino e i suoi fanghi, e il 27 sul piano di rimodulazione della sanità in provincia con l’assessore regionale Massimo Russo. Noi Partito Democratico, continuiamo in provincia nonostante tutto!!!
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