Sezione: August, 2006
Profondo
8:13 pm…………………..
Quello sguardo tu
non lo sporcare mai
lasciolo così
e non solo per me
e non solo per me
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Ci vuole Pacenza
2:42 pmCerto che come sempre Travaglio e Di Pietro il vizio delle manette a prescindere non se lo tolgono anzi, così come il protagonismo di certi magistrati. Arrestano Franco Pacenza, capogruppo dei ds alla Regione Calabria, a ferragosto, mentre era in vacanza con moglie e figli, dico c’era pericolo di fuga ? di reiterzione di reato? occultamento di prove? . Il tribunale della libertà di Catanzaro lo ha scarcerato per mancanza di indizi che giustificassero l’arresto. Ma vuoi mettere la pubblicità per il magistrato che si occupava del caso.
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Totò, Vasa-vasa
8:09 pmmartedì 29 agosto 2006
Em.ma
LA SICILIA RIDOTTA A CUFFARO
L’autonomia siciliana ha una storia segnata da una scia di sangue. Il movimento separatista, che fu certo ispirato dalla conservazione, ebbe anche una forte componente popolare e negli anni quaranta alcuni giovani morirono nel corso di scontri cruenti con le forze dell’ordine. Il movimento contadino per la riforma agraria fu una delle forze che spinsero la nascente democrazia italiana a dare all’autonomismo siciliano uno statuto speciale (1946) che ha garantito l’elezione di quel primo parlamento (1947) bagnato dal sangue della strage di Portella delle Ginestre. Nel bene e nel male la Regione siciliana fu una realtà politica ed ebbe alla sua guida uomini di livello che ho avversato e rispettato: Alessi, Restivo, La Loggia e poi un presidente che sostenni, Silvio Milazzo. C’è stata poi una decadenza ma sempre nel quadro di uno scontro politico che aveva ancora una sua dignità. Leggere sul “Magazine” del “Corriere” un’intervista di Sabelli Fioretti a Totò Cuffaro, il quale racconta come baciando tutti, toccando la pancia delle donne incinte raccoglie voti e governa con le sue madonnine che fanno crescere il Pil, suscita una tristezza e una rabbia infinte. Mi chiedo: abbiamo toccato il fondo?
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29 agosto 1991-29 agosto 2006
12:54 pmIl 29 agosto di 15 anni fa i mafiosi uccisero Libero Grassi, perchè non solo non pagava il pizzo, ma denunciava pubblicamente la sua opposizione alla mafia. Quindici anni fa Libero Grassi era un uomo solo, loro erano liberi. Il 29 agosto 2006, i commercianti, gli imprenditori non sono più soli, loro non sono più liberi.
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Rimanere solo una monade isolata
2:30 pm Lo splendido quarantenne
schiacciato dal peso
della gerontocrazia.
Quando fu coniata da Nanni Moretti, la categoria degli splendidi quarantenni comprendeva i D’Alema, i Rutelli, i Veltroni: personaggi vincenti che avevano preso il potere da giovani e che avevano ancora dietro di loro la spinta del baby boom e l’energia dei tardi anni Sessanta. Oggi, al contrario, il quarantenne di sinistra è un animale in via d’estinzione, costretto a cercare rifugio in riserve protette per non soccombere in un ambiente sempre più ostile. Quello uscito dalle urne, infatti, è il Parlamento più vecchio degli ultimi vent’anni (con gli over sessanta che sono passati, alla Camera, dal 16,8% della scorsa legislatura al 22,2% e, al Senato, dal 30,2% al 35,5%). In questa situazione, capita di tanto in tanto che qualche tenero virgulto quarantenne si scagli contro la gerontocrazia, contro l’attaccamento al potere dei padri che non lasciano spazio ai figli. E però quando mai si è vista una classe dirigente farsi da parte spontaneamente? Da che mondo è mondo, le classi dirigenti vengono fatte fuori, in modo più o meno cruento, dalle generazioni che vengono dopo di loro e che premono per conquistare il potere. E allora, com’è che non ce la fanno, gli splendidi quarantenni trasformati in panda della politica? Possibile che siano più fessi dei loro padri (o anche solo dei loro fratelli maggiori)? No, dato che Carlo Cipolla ci ha insegnato che la percentuale di cretini è la stessa in tutti gli ambiti sociali, incluse le coorti anagrafiche. La risposta, di conseguenza, va cercata altrove. Il fatto è che con l’indebolimento dei percorsi politici formalizzati, dei partiti e di altri luoghi di aggregazione come le partecipazioni statali che, sia pure con tutti i loro difetti, erano stati incubatori di una classe dirigente pubblica, da noi ormai le élites si riproducono quasi solo per partenogenesi: ogni padrino si sceglie uno o più figliocci che, se seguono le regole, saranno un giorno chiamati a succedergli. Il che non impedisce necessariamente un (lento) rinnovamento, ma lo subordina a un vincolo di appartenenza che crea legami verticali (padrino-figlioccio) più forti di quelli orizzontali (tra membri di una nuova classe dirigente). Singoli innovatori, di conseguenza, possono anche emergere di tanto in tanto, ma un vero e proprio ricambio generazionale risulta del tutto precluso. Il problema, pertanto, non è tanto legato alla presenza o all’assenza di talenti all’interno di una generazione. Come è sempre accaduto, oggi in Italia, di splendidi quarantenni, che danno un contributo fondamentale allo sviluppo di aziende, giornali, istituzioni, ce ne sono un po’ dappertutto. Il problema è l’assenza di catalizzatori. Che fa sì che ognuno di loro resti una monade isolata, costretta ad aspettare il proprio turno all’interno di un sistema che continua a ricompensare l’appartenenza più dell’innovazione, e l’anzianità assai più del merito.
dal Riformista di Giuliano da Empoli
SONDAGGIO
Questa settimana vota sul sito il www.ilriformista.it
lo splendido quarantenne
Questa settimana il tipo sinistro è lo splendido quarantenne. I candidati sono Enrico Letta, Gianni Cuperlo, Nicola Zingaretti e Lapo Pistelli.
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Così è più bello!!
1:03 pmieri ho visto la partita con quattro iuventini, mazza come “tiravano”, e dopo il 3 a 0, esultavano, alzavano i calici come se stavano vincendo loro. Ma scusate se vi hanno beccato con le mani nella marmellata che colpa ne abbiamo noi, avete barato la punizione è il minimo, e giù discussioni e discussioni, e l’inter di quà e l’inter di là, e mancini, e moratti….Vieira, 3 a 1, e noi tifiamo Roma (come il buon adinolfi), e si capiva, ma noi.. ma voi, ma…Crespo,….aspetta aspetta , Vieira…Figo… e ma vieni!!!!
Va be continuate così, è come diceva il grande avv. Prisco, COSì E’ PIU’ BELLO!!! po po popoo po popoo po
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Cl non c’è più
11:16 amRimini addio. Cl non c’è più
di (ch.g.)
Bisognerà cominciare a riflettere su quello che sta succedendo dentro Comunione e liberazione. Il problema, sia chiaro, non sono i fischi alla Binetti o la contestazione a Rutelli: ognuno applaude o fischia chi crede e i politici a queste cose ci devono fare il callo. Il problema, e l’accoglienza da stadio a Berlusconi ne è solo uno degli indicatori, è che il movimento sembra aver perso l’anima.
Il dubbio, purtroppo occorre dirlo, è che Cl intesa come realtà ecclesiale che spesso è stata segno di contraddizione nella comunità cristiana ma mai è stata una presenza vuota o banale, non sia sopravvissuta al suo fondatore e capo carismatico, a don Giussani.
La platea del Meeting, alla fine, ha reso questa impressione: quella di un mov i m e n t o smarrito, n e r v o s o , pronto a evocare fantasmatici infiltrati, claques al soldo di chissà chi. Un’assemblea facile agli sbandamenti fino all’autolesionismo, che oscura il Meeting e i suoi ospiti e i suoi contenuti con le proprie ondate emotive. Che reagisce sempre con la pancia (come ha detto uno dei suoi capi nel tentativo di ridimensionare i fischi alla Binetti) e alla fi- ne ne resta prigioniera. Talmente alla ricerca di un leader da finire per osannare, com’è successo ieri, uno che non è nemmeno un ateo devoto alla Pera o alla Ferrara, un più o meno credibile difensore dei valori in cui Cl ha sempre creduto. No, ieri il Meeting è impazzito per Berlusconi.
Che gli mostrava la nuca per far vedere com’è venuto bene il trapianto, che raccontava del suo bellissimo giocattolo il vulcano artifi- ciale, che annunciava che il Milan non comprerà Ronaldo: per inciso, proprio al Meeting, una volta il Cavaliere disse che il Milan non avrebbe comprato Nesta, poi qualche giorno dopo lo comprò. Ognuno applaude chi gli pare, ma bisognerebbe almeno che si capisse perché.
da Europa
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VeDremo
1:04 pm Si apre oggi, con l’intervento di Enrico Letta, nell’ex centrale idroelettrica di Drò in Trentino, il meeting del think thank VeDrò.
Ai lavori , cui partecipano circa 300 under 40, si svolgeranno a porte chiuse e verteranno sui temi come: lo svecchiamento dei gruppi di poteri in Italia, la meritocrazia e la politica energetica.
Vedremo!!!
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