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Post Orvieto

Un partito da non sciogliere
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E allora che cosa c’è anche ancora non va? Se lo chiedete a noi, un sacco di cose: i famosi trentenni e quarantenni confinati al rango di portaborse, portaacqua e portaidee (quando si ricordano di invitarli); i famosi leader terribilmente privi di carisma e passione, forse già stanchi prima di cominciare (d’altronde gli dicono che sono ancora giovani, ma loro sono su piazza da lustri); i famosi intellettuali incapaci di stupire e di inventare, più preoccupati di verificare se sono stati invitati nella scuola di formazione giusta, nel convegno fico, nel seminario davvero riservato.
Questi però sono esattamente i limiti che il Partito democratico dovrebbe superare: fossero soddisfacenti i partiti esistenti, ce li terremmo stretti.
Ciò che francamente non ci sentiamo di addebitare a Ds e Margherita in questo momento è il desiderio di mantenere un po’ di voce in capitolo.
Qualsiasi persona saggia sapeva ben prima di Orvieto che il treno Democratico poteva partire soltanto sul binario di un patto di ferro fra i due partiti.
Un patto che valga per adesso, per le due parallele fasi congressuali e anche per il dopo, almeno fino al primo vero test elettorale del 2009. Non per gusto partitocratico ma perché sappiamo che i partiti possono fare forse un bene relativo, ma il male che potrebbero fare al progetto, se volessero, sarebbe letale.
Si tratta di un patto ad excludendum tutti gli altri, cani sciolti e non allineati, il popolo delle primarie sbeffeggiato da un D’Alema serie classica? Sarà così (e il Partito democratico ne soffrirà) se lasceremo tranquilli gli attuali manovratori, ma anche se gli spareremo contro solo per dare soddisfazione agli scioglitori di professione.
Perché è sicuro che ci serve più democrazia.
Però vorremmo anche che il prossimo partito durasse un po’ di più di quelli dell’ultimo decennio.

Da Europa

4 risposte to “Post Orvieto”

Valerio Pieroni | October 12, 2006

Per dare più spazio ai giovani nel partito, servirebbe intanto un vero giovanile.

Un giovanile più autorevole che si faccia sentire…finchè rimane questo che c’è ora, possiamo pure scordarceli questi spazi.

Marco | October 12, 2006

Valerio: comunque dobbimo conquistarli noi gli spazi, e poi chissa se ci sarà una giovanile nel futuro PD.

Trillo52 | October 12, 2006

Io penso che nessuno ti regala nulla. Lo spazio va dunque conquistato con iniziative che creano consenso. Senza consenso in politica con la legge della democrazia non si esiste. Questa è un’epoca di passaggio in cui tutta una generazione di mezzo fino ai 50 anni di fatto è out dal potere che conta. Ti chiedo un commento da siculo al mio post odierno. Grazie.

Marco | October 12, 2006

Trillo52: lo spazio va conquistato, anche se fanno di tutto per far rimanere “fuori”, da noi la gerontocrazia impera, in tutti i settori. arrivo sul terrazzau….

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